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30 ottobre 2020 — י״ב במרחשון ה׳תשפ״א
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ITINERARIO UNO: L’ETA’ ANTICA

L’ ARCO DI TITO DEL CIRCO MASSIMO

Recentemente vi è stata un’importante scoperta durante i lavori di scavo e restauro dell’emiciclo del Circo Massimo, di alcuni grandi frammenti dell’Arco di Tito. L’ampiezza dell’arco è stata calcolata in circa 17 metri, per una profondità di circa 15, mentre le colonne dovevano sviluppare un’altezza di oltre 10 metri. Un monumento che, nel complesso più piccolo di quello di Settimio Severo (sulla Sacra via), doveva impressionare non poco, per magnificenza e ricchezza di decorazioni, i visitatori che entravano in Roma dalla Via Appia attraverso la vicina Porta Capena. È attualmente in fase di realizzazione, in collaborazione con il Dipartimento Architettura dell’Università di Roma Tre, la ricostruzione virtuale del monumento.

Dedicato a Tito nell’anno della sua morte, nell’81, per celebrare la sua vittoria sui Giudei e la distruzione di Gerusalemme, l’Arco era posto al centro dell’emiciclo del Circo Massimo. Il monumento era a tre fornici intercomunicanti, con una platea ed una scalinata sulla fronte verso il circo, mentre si collegava con due gradini con il piano di calpestio esterno all’edificio. La fronte era caratterizzata da 4 colonne libere e 4 lesene retrostanti aderenti ai piloni. Era sormontato, sull’attico, da una grandiosa quadriga bronzea. L’arco assumeva un ruolo particolarmente importante nel corso delle processioni trionfali che celebravano le vittorie dei generali o degli imperatori. Il corteo trionfale, dopo aver sfilato lungo il Circo Massimo e avere raccolto l’ovazione della folla, passava al di sotto dell’arco e proseguiva il suo cammino diretto al tempio di Giove Capitolino, sul Campidoglio.

Ricostruzione dell’Arco di Tito del Circo Massimo

Fonte: https://romaeternaofficial.com/2015/05/29/ritrovato-arco-di-tito-al-circo-massimo/

 

L’ARCO DI TITO DEL FORO ROMANO

L’arco è posto sulle pendici settentrionali del Palatino, nella parte orientale del Foro di Roma e fu inaugurato nell’81. Ai lati del fornice su rilievo vi sono raffigurate due processioni che commemorano il trionfo di Tito, durante la prima guerra giudaica e la presa di Gerusalemme (70 e. v.). Nella rappresentazione si vede che assieme ai giudei deportati furono portati a Roma gli arredi sacri del Tempio, tra i quali la grande Menorah (candelabro a sette bracci).

https://it.wikipedia.org/wiki/Arco_di_Tito

 

IL TESORO DEL TEMPIO E LA COSTRUZIONE DEL COLOSSEO

Il Colosseo, originariamente conosciuto come Amphitheatrum Flavium è poteva contenere un numero di spettatori stimato tra 50.000 e 87.000 unità.

 Costruito nel periodo che va dal 72 dell’Era cristiana fu inaugurato nell’80 dell’Era cristiana e rimase in funzione fino 523, anno della realizzazione dell’ultimo spettacolo.

Fig. 8 Sezione del plastico della Roma imperiale.

Fonte: http://www.museociviltaromana.it/it/collezioni/percorsi_per_sale/plastico_di_roma_imperiale/plastico_di_roma_imperiale_anfiteatro_flavio

 

I lavori furono finanziati, come altre opere pubbliche del periodo, con il provento delle tasse provinciali e il bottino del saccheggio del tempio di Gerusalemme (70 dell’Era cristiana.).

Nel 1813 fu rinvenuto un blocco di marmo reimpiegato in epoca tarda, che recava ancora i fori delle lettere di bronzo dell’iscrizione dedicatoria, in origine posta sopra un ingresso: il testo è stato ricostruito nel modo seguente:

«I[MP(ERATOR)] CAES(AR)                                               «L’imperatore Cesare

VESPASI[ANUS AUG(USTUS)]                                          Vespasiano Augusto

AMPHITEATRU[M NOVUM]                                            fece erigere il nuovo anfiteatro

[EX] MANUB(I)S [FIERI IUSSIT]»                                      con i proventi del bottino.»

(CIL VI, 40454a2.)

Fig. 9 Iscrizione dedicata al tesoro del Tempio

Fonte: http://www.gliscritti.it/blog/entry/1062

 

IL CARCERE MAMERTINO

Il carcere mamertino (o carcere tulliano, in latino Carcer o Tullianum) è un carcere antichissimo, il più antico di Roma, e si trova nel Foro Romano.

Non molti sanno che il Carcere Mamertino “ospitò”, tra gli altri, due “illustri” ebrei: Aristobulo II e Simone bar Giora

Aristobulo II (… – 49 a.e.v.)  apparteneva alla dinastia degli Asmonei, fu re e sommo sacerdote di Giudea dal 66 al 63 a.e.v. Era il figlio più giovane di Alessandro Ianneo, re e sommo sacerdote, e di Alessandra Salomè. Contese al fratello Ircano il torno della Giudea, ma Pompeo intervenne in soccorso del fratello. Aristobulo fu sconfitto, catturato, portato a Roma e imprigionato nel carcere e poi ucciso nel 49 a.C. 

https://it.wikipedia.org/wiki/Aristobulo_II

Simone bar Giora (anche Simeon Bar Giora, Simon Ben Giora, o Shimon Bar Giora; 68/70 – …) fu il comandante dei Sicari durante la prima guerra giudaica; rivestì un ruolo di rilievo nelle lotte intestine tra gli Ebrei durante l’assedio di Gerusalemme (70). Simone dovette arrendersi e fu portato a Roma, mostrato durante il trionfo di Tito, incarcerato, ucciso e gettato dalla Rupe Tarpea.

https://it.wikipedia.org/wiki/Simone_bar_Giora

https://it.wikipedia.org/wiki/Carcere_Mamertino

 

LA SINAGOGA DI OSTIA ANTICA

Dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme gli ebrei non ebbero più la possibilità di fare sacrifici e le sinagoghe divennero nell’ex regno di Giudea, diventato Syria-Palestina, e nella diaspora il centro della vita sociale e religiosa. La sinagoga di Ostia antica rappresenta l’unico esempio di sviluppo monumentale in Italia centrale di un edificio destinato al culto. Risalente al I secolo e risulta essere stata ampliata ed abbellita dal II al IV secolo; si compone di un’aula di preghiera e di una serie di altri ambienti caratterizzati da un forno per il pane azzimo, da una vasca per il bagno rituale, da un pozzo.

Resti del vano dove era custodita l’Arca Santa (‘Aron haQodesh)della Sinagoga di Ostia Antica

Fonte: http://www.visitjewishitaly.it/listing/ostia-antica-synagogue/

Arca Santa della sinagoga di Osta antica. Ricostruzione.

Museo Ebraico di Roma

2020-07-21T15:27:42+02:0015 Luglio 2020 | כ״ג בתמוז ה׳תש״פ|Categories: Giornata Europea della Cultura Ebraica 2020|