Timeline

Dalle leggi razziali alla Shoah in Italia

Diffusione dell’antiebraismo in Italia, con campagne di stampa e pubblicazioni.

Il Ministero dell’Interno dispone il censimento della religione professata dai propri dipendenti

Pubblicazione del documento “Il fascismo e i problemi della razza”. Il testo (talora noto col titolo “Manifesto degli scienziati razzisti”) fornisce le basi teoriche all’introduzione ufficiale del razzismo.

Censimento speciale nazionale degli ebrei, ad impostazione razzista. Vengono censite 58.412 persone aventi per lo meno un genitore ebreo; di esse, 46.656 di dichiarano apertamente ebree (pari a circa l’1 per mille della popolazione della penisola).

Il Consiglio dei ministri approva un primo gruppo di decreti antiebraici. Essi contengono tra l’altro provvedimenti immediati di espulsione degli ebrei dalla scuola e di espulsione della maggior parte degli ebrei stranieri giunti nella penisola dopo il 1918.

Il Gran consiglio del fascismo approva la Dichiarazione sulla razza. Il testo detta le linee generali della legislazione antiebraica.

Il Consiglio dei ministri approva un secondo e più organico gruppo di leggi antiebraiche. Esse tra l’altro contengono la definizione giuridica di “appartenente alla razza ebraica” e dispongono il divieto di matrimonio tra “ariani” e “semiti”; inoltre contengono provvedimenti di espulsione degli ebrei dagli impieghi pubblici, dalla scuola, di limitazione del loro diritto di proprietà, ecc.

Espulsione totale degli ebrei dalle forze armate; divieto di pubblicazione e rappresentazione di libri, testi, musiche di ebrei o riguardanti la cultura ebraica; sostanziale espulsione dalle libere professioni; progressiva limitazione delle attività commerciali, degli impieghi presso ditte private, delle iscrizioni nelle liste di collocamento al lavoro.

Mussolini fa comunicare ufficialmente all’Unione delle comunità israelitiche italiane che tutti gli ebrei italiani dovranno lasciare l’Italia entro pochi anni.

Ingresso dell’Italia in guerra. Internamento e confino degli ebrei italiani giudicati maggiormente “pericolosi nelle contingenze belliche” e degli ebrei stranieri cittadini di stati aventi una politica antisemita. (Nascita campi come quello di Isernia e Manfredonia, ma soprattutto Ferramonti di Tarsia)

Istituzione del lavoro obbligatorio per alcune categorie di ebrei italiani.

Si comincia a pianificare l’istituzione nella penisola dei campi di internamento e lavoro obbligatorio per ebrei italiani abili al lavoro di Fossoli, Grosseto, Bolzano e Borgo San Dalmazzo.

Sbarco degli Alleati in Sicilia.

Decisione italiana di consegnare alla polizia tedesca gli ebrei tedeschi presenti nella Francia sudorientale occupata dall’Italia; direttiva di trasferimento a Bolzano degli internati (per lo più ebrei stranieri) del campo di Ferramonti di Tarsia in Calabria.

Caduta di Mussolini.

Il nuovo governo guidato da Badoglio blocca l’attuazione delle disposizioni del maggio-luglio precedente, revoca alcune circolari, lasciando tuttavia in vigore tutte le leggi persecutorie.

Annuncio dell’armistizio tra il Regno d’Italia e gli Alleati. Fuga del re e del governo al sud, oltre la linea Gustav.

Inizio ufficiale dell’occupazione militare tedesca della penisola; nelle regioni di Trieste e Trento i tedeschi istituiscono le Operationszonen Adriatisches Kuestenland e Alpenvorland, assumendovi anche i poteri civili.
La risiera di San Sabba viene convertita ed utilizzata come campo di prigionia e smistamento: vi transiteranno circa 25000 persone (dal 1944 diventerà un vero campo di sterminio con l’attivazione di un forno crematorio, con un numero di vittime stimato tra le 3-5 mila)

Liberazione dell’Italia meridionale e della Sardegna da parte degli Alleati. Nascita delle prime formazioni partigiane nel centro-nord. Colloqui di Mussolini con responsabili nazisti in Germania.

Primo convoglio di deportazione di ebrei arrestati in Italia (da Merano) e primi eccidi di ebrei nella penisola (sulla sponda piemontese del lago Maggiore); entrambi ad opera dei nazisti.

  1. Costituzione di un nuovo governo fascista guidato da Mussolini, che assume l’amministrazione dell’Italia centrale e settentrionale (escluse le Operationszonen). Successivamente il nuovo Stato viene denominato Repubblica sociale italiana (Rsi).
  2. Una disposizione interna della polizia tedesca inserisce ufficialmente gli ebrei di cittadinanza italiana tra quelli immediatamente assoggettabili alla deportazione.

Episodio dell’“oro di Roma” e razzia dei beni del ghetto ebraico romano.

Le forze nazifasciste attuano a Roma una retata di ebrei, la più consistente dell’intero periodo. Due giorni dopo vengono deportate ad Auschwitz 1023 persone.

Approvazione a Verona del “manifesto programmatico” del nuovo Partito fascista repubblicano, il cui punto 7 stabilisce “Gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri. Durante questa guerra appartengono a nazionalità nemica”.

Diramazione dell’Ordine di polizia n. 5 del Ministero dell’interno della Rsi, decretante l’arresto degli ebrei di tutte le nazionalità, il loro internamento dapprima in campi provinciali e poi in campi nazionali, il sequestro di tutti i loro beni (alcune settimane dopo verrà disposta la trasformazione dei sequestri in confische definitive).

Allestimento del campo nazionale di Fossoli, in attuazione dell’ordine del 30 novembre (i primi ebrei vi vennero trasferiti dai campi provinciali a fine mese).

Decisione tedesca di riconoscere alla Rsi il ruolo principale nell’organizzazione e nella gestione degli arresti e dei concentramenti provinciali.

Inizia il processo di abrogazione delle leggi razziali tramite il Regio Decreto legge n. 25 e n. 26 che terminerà solo nel …….

Il capo della polizia della Rsi ordina al prefetto di Reggio Emilia di consegnare ai tedeschi gli ebrei arrestati da italiani. Si tratta del primo ordine esplicito di tal genere oggi conosciuto; pochi giorni dopo il prefetto risponde comunicando il trasferimento degli ebrei a Fossoli.

Partenza dei primi convogli di deportazione da Fossoli (per Bergen Belsen e Auschwitz) organizzati dalla polizia tedesca. Il campo di Fossoli si rivela quindi come il punto operativo di cerniera tra Rsi e Terzo Reich per la deportazione.

Eccidio delle Fosse Ardeatine, a Roma; tra i 335 uccisi vi sono 75 ebrei.

Liberazione di Roma. Avanzata Alleata nell’Italia centrale.

Chiusura di Fossoli e trasferimento del campo nazionale a Bolzano.

Ultimo convoglio di deportazione di ebrei dall’Italia (da Trieste per Bergen Belsen).

Liberazione dell’Italia settentrionale.

Nasce il “Comitato Ricerche Deportati Ebrei” che ha lo scopo di raccogliere e condividere informazioni utili al ritrovamento dei deportati, di facilitarne il rimpatrio e di fornire ai parenti il maggior numero di informazioni sui propri cari.

Alla fine della guerra, nel territorio liberato di Germania e Austria, vengono istituiti i Displaced Persons Camps dalla United Nations Relief and Rehabilitation Administration – UNRRA – (Amministrazione delle Nazioni Unite per l’assistenza e la riabilitazione). Ex prigionieri di guerra, ex lavoratori forzati ed ex deportati liberati nei campi di concentramento e sterminio nazisti, sono in attesa di essere rimpatriati o di poter emigrare in paesi come Stati Uniti e la Palestina. La maggior parte dei campi sarà sciolta nel 1952.

“Istituzione del “Giorno della Memoria” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti”

Istituzione in Italia de “Il Giorno della Memoria”, con la legge n. 211 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000